Itinerario di 7 giorni in Giordania

Per quanto le highlight della Giordania si possano vedere in circa 5 giorni, noi abbiamo apprezzato tanto l’ avere qualche giorno in più per andare oltre la Giordania che tutti conosciamo su Instagram e immergerci invece in posti e meraviglie quasi sconosciute. Ecco allora l’itinerario di 7 giorni in Giordania che, atterrando ad Aqaba e ripartendo da Amman, vi farà innamorare di questo paese del Medio Oriente.

Giorno 1 e 2: Aqaba

Itinerario di 7 giorni in Giordania
The Japanese Garden, Aqaba

Pesciolini colorati e velenosi, una temperatura accettabile anche a gennaio, coralli dai colori sgargianti: vi sto descrivendo il mar Rosso di Aqaba. Dopo essere atterrate nel suo areoporto, i primi due giorni sono stati di relax, mare, sole e un abituarsi al benvenuto giordano di hummus, zatar e pane arabo.

Le immancabili? L’ isola di Ayla, dove potrete partire escursioni di snorkeling e diving e godervi il blu e l’ architettura di quella che è un’isola completamente artificiale, e la bandiera della rivoluzione araba, un’ imponente struttura che si trova proprio al centro di Aqaba.

Giorno 3: Wadi Rum

Lawrence’s house

Il tour in jeep, le arrampicate tra le pietre, le distese infinite di nulla e montagne che ti tolgono il respiro, un rosso che ti fa innamorare, la cammellata al tramonto che ci ha fatto sentire come i veri beduini di un tempo sono solo alcuni dei motivi per cui lil Wadi Rum è una tappa immancabile della Giordania, la mia preferita e quella che mi ha fatto innamorare.

Il deserto rosso, il Wadi Rum, per quanto possa sembrare vuoto, è pieno di una meraviglia che riesce a riempirti totalmente, grazie anche e soprattutto alla natura e alle persone che ci vivono rispettandolo e rispettandosi.

Noi abbiamo scelto il Rum Stars camp con il loro Bedouin Tour e la cammellata al tramonto e non ce ne siamo pentite affatto. I motivi principali? Genuinità, una disponibilità a mostrare le meraviglie del lor deserto rosso e gioia nel condividere tutto il loro sapere su cammelli e il loro stile di vita. Anche le loro tende Luxury non sono state da meno, con riscaldamento e bagno privato (nel deserto di notte fa freddo) e una vista mozzafiato sull’incredibile deserto.

Giorno 4: Petra

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Le Tombe Reali

Sarò impopolare, ma Petra è l’esempio di come una meraviglia può essere denaturizzata. Beduini insistenti, bimbi messi a lavorare al posto di essere a scuola, una mafia di accessi illegali per vendere ai turisti le viste migliori sfruttando appunto i suddetti ragazzini, prezzi che nella vera giordania sono impensabili sono tutti gli aspetti che nessuno dice di questa ‘meraviglia’ e che purtroppo ci sono.

Ovviamente, il sito è pazzesco: l’ imponenza delle costruzioni dei nabatei e i sistemi di una città costruita tra le rocce che funzionava è incredibile da vedere, ma il turismo di massa e il suo sfruttamento dai locali ne sta guastando la bellezza.

Per godervela al meglio, io vi consiglio due accessi al sito (normalmenti compresi nel Jordan Pass di 75 JOD): per il primo, fatevi accompagnare da una jeep che trovate al visitor centre fino al Monastero (5 JOD a testa), dall’altra parte del percorso ufficiale (o da Little Petra se volete camminare di più), il secondo invece partendo dal visitor centre e godervi al meglio solo il Siq (la gola di pareti rosse) e il magnifico Tesoro. Trovatevi alle Tombe Reali all’ora del tramonto del primo giorno e prendete l’ Al Qaib trail per la vista sul Tesoro dall’ alto. Questo vi permetterà di godervi al meglio tutta la bellezza del sito senza essere esausti e di evitare gli 800 scalini in salita (che invece vi farete in discesa).

Giorno 5: Mar Morto

Si lascia il freddo per dirigerci ai 20 gradi del Mar Morto. Noi abbiamo scelto il Dead Sea Spa hotel per i suoi prezzi abbordabili e la sua spiaggia privata per poter stare in bikini senza offendere nessuno.

Per quanto il suo cibo non sia stato tra i migliori della Giordania, l’ accesso al Mar Morto è stato perfetto: fanghi a disposizione e una spiaggia da cui si può vedere un bellissimo tramonto. Si galleggia davvero come dicono? Ebbene sì, questo grazie alla concentrazione di sale (41%) del mare che non permette però a nessuna forma di vita di sopravvivere.

Nonostante sia comunemente chiamato mare, il Mar morto è in realtà un lago perchè non ha nessuno sbocco e non è alimentato da nessun fiume. Questa, insieme allo sfruttamento delle aziende dei dintorni sono le cause del fatto che purtroppo questo ‘mare’, che è anche il punto più basso sulla Terra, sta scomparendo.

Giorno 6: Monte Nebo, Madaba e Aqaba

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Chiesa di San Giorgio

Seguendo le tracce di Mosè e della Cristianità, abbiamo deciso di fare una doppia tappa prima di fermarci ad Amman. Sul Monte Nebo, vi ritroverete a osservare il panorama mozzafiato della Terra Promessa e dei magnifici mosaici che mantengono ancora tutti gli esseri viventi, cancellati invece da quelli toccati dalle dominazioni arabe, perchè l’ unico in grado di riprodurre forme di vita doveva essere Dio.

Parlando di mosaici, Madaba, seconda tappa di questa giornata, ne è la capitale: da poco anche la casa di una scuola dedicata solo ed esclusivamente a questa forma d’arte. La città vi sorprenderà con il suo mix di culture bizantine e arabe e i loro disegni che sembrano fatti ieri. I miei preferiti? L’ albero della vita nel primo sito archeologico, la mappa dellaTerra Santa nella Chiesa di San Giorgio e Afrodite che sculaccia Eros nel secondo sito archeologico. Non perdetevi neanche la chiesa di San giovanni Battista e quella degli Apostoli e non esitate a entrare nei negozietti per vedere artisti esperti alle prese con i mosaici.

Giorno 7: Amman

Non si può lasciare la Giordania senza una visita alle vibes della sua capitale! Tra i colori della sua Rainbow Street, i look hipster di Jabal Al Lweibdeh, le lezioni di cucina con le sorelle di Beit Sitti, la vista incredibile dalla sua Cittadella, il caos dei clacson e dei souq (mercati) di Downtown e la religiosità delle preghiere dell’ Islam costantemente trasmesse dai megafoni delle varie moschee, non ci si può non innamorare di quella che mi ha ricordato una Bruxelles del Medio Oriente. Dove alloggiare? Noi abbiamo optato per il caos di DownTown, mista all’eleganza del Khan Khediwe, ottima qualità prezzo. Se volete entrare in una moschea, l’unica che accetta i turisti, e che permette l’ accessso alle donne nella sala principale è la Moschea di King Abdullah I, anche conosciuta come Moschea Blu: lascio a voi scoprire il perchè di questo nome.

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Gli orici della riserva di Shaumari

Se avete un po’ più di tempo, non perdetevi un’escursione ai castelli del deserto di Azraq, e la Shaumari Wildlife Reserve: vi ritroverete a camminare tra antiche rovine e incredibili affreschi in mezzo al nulla del deserto orientale della Giordania e a scoprire gli orici d’ Arabia, una specie che ricorda vagamente gli unicorni e che purtroppo sono a rischio di estinzione.

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