Torino in un weekend al femminile: tra cioccolato, birra e storia

State organizzando un weekend a Torino e vi chiedete da dove iniziare per non perdervi il meglio della città? Tra l’imponente patrimonio storico e una scena gastronomica da capogiro, il capoluogo piemontese è la meta ideale per una passeggiata tra arte, cultura e buon cibo.

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17 Aprile 2026 – Da Roma a Torino

Bentornato taccuino dei viaggi! E se è di nuovo qui vuol dire solo una cosa: si riparte, questa volta in treno, e rimanendo nei confini nazionali.

“Roby, ci facciamo un weekend insieme?”, “OK”. E tra impegni di lavoro e di vita, Eccoci a Torino per un weekend al femminile. Aggiornamenti tra amiche, smart working compulsivo a lottare con la connessione sul treno, chiamate per strada, e finalmente ecco il nostro B&B per il weekend, Mercanti e Viaggiatori. Che poi, già il nome dice tutto, una conferma avuta dalla cura del posto, dal suo mix di moderno e storico e dalla sua storia che profuma di famiglia, scoperta, condivisione e amore per il viaggio.

Parlando di scoperte, è il momento della prima del fine settimana. Profumo, scioglievolezza, un mix di tradizione e innovazione, sacra in alcune civiltà, e una droga per grandi e piccoli. Avete capito, no? Non c’è Torino, infatti senza gianduia e noi non volevamo privarci della possibilità di scoprirne di più e sporcarci le mani, letteralmente. Proprio quello che abbiamo fatto durante il workshop del cioccolato di ChocoStory: un’ora di pura magia, tra profumo divino, decorazioni da gustare e creatività da scatenare. E infatti, sotto la guida di Emanuela, nonostante piccoli imprevisti di manualità e distrazione, (una signora che ha fatto saltare in aria tutte le mie creazioni), direi che io e la mia amica Giorgia la prova di cioccolateria l’abbiamo superata, condividendola, tra l’altro, con una coppia tedesca che tra regali per nipoti e creazioni dolcissime, ci ha scaldato il cuore.

Dopo un extra assaggio delle creazioni del gruppo (perché quella meraviglia tutta intorno, senza poterla assaggiare è una tortura), e non ancora stanche del cioccolato, andiamo al museo collegato che tra giochi interattivi e storie interessanti ci ha fatto imparare e divertire. Le scoperte più interessanti? ci sono tazze proteggi baffo; il bicerin, bevanda tipica torinese a base di cioccolato, caffè e panna non va assolutamente mischiato; l’esportatore maggiore di cacao è la Costa d’Avorio e che un tempo il cacao era tanto prezioso da essere usato come moneta (probabilmente da qui l’immagine dei soldi che crescono sugli alberi).

Dopo il cioccolato, un’altra passione: le birre, tutte artigianali, di Dot, che, con il suo beer flight, mi ha fatto passare dai residui di birra scura con una faro, ai fiori di sambuco di una sour, dalle note salate e pepate di una gose, a quelle agrumate di una IPA, per poi finire con una rauch fatta con i pizzoccheri (Sì, avete capito bene). Insomma, un divertimento assicurato per gli appassionati di birra, che se condiviso con l’amica di una vita, ancora meglio. Ciao cara come ultima tappa del giorno, una trovata di marketing geniale che mi aveva conquistato già telefono quando avevo prenotato «Ciao cara, come posso aiutarti?», confermata dalla croccantezza della sua polenta fritta, dalla scioglievolezza e bilanciamento della sua cipolla ripiena (provatela anche se non siete fan della cipolla: è INCREDIBILE) e dalla succulenza dei suoi plin tradizionali fatti a mano.

Con le pance piene e i piedi stanchi, andiamo a dormire pronte per le scoperte del weekend.

18 Aprile 2026 – Torino

Sono sempre stata una fan dell’idea che i posti vanno assaporati, e tra i mille modi di farlo con Torino, non può mancare il suo bicerin (vedi sopra). E assaggiandolo, abbiamo anche capito la regola di non mischiare i tre strati per poterne sentire tutti i diversi sapori. L’omonimo caffè storico è famoso anche per il suo zabaione che, ecco, non vi consiglio alle 9 della mattina perché l’apporto alcolico si sente più di quello che immaginavo.

Ma veniamo alla seconda tappa della giornata: i Musei Reali, quattro piani di arte, sontuosità, bellezza e sfarzo. Contro tutti i pronostici, la mia sala preferita è stata quella dell’armeria. Da curiosa del Medioevo è bastato un passo per farsi trasportare nel mondo di hyperversum, ovvero in quello di tornei, spade, lancia, parate, cavalli ed eleganza. Altro highlight (ma anche piccolo momento polemica) è la Cappella della Sindone, un lavoro di meraviglia e perfezione che cerca, riuscendoci, a replicare le allegorie dell’alto dei cieli. Peccato che, pur essendo di base parte della Chiesa di San Giovanni Battista, alla Cappella si può accedere solo tramite i Musei Reali (Ovvero pagando 18 euro). Un modo per spingere le persone a vedere più arte o una scusa per farle spendere più soldi? Meno male che almeno i giardini reali sono gratuiti.

L’ultima volta che ero stata a Torino era pieno inverno e adesso ho apprezzo il sole e il caldo che ci porta camminando nella Piola di Alfredo, osteria tipica piemontese che ci permette di assaporare nuovi pezzi di regione: ragù bianco, salsiccia di Bra (tipica salsiccia di vitello servita cruda), crema di parmigiano, e bunet (dolce tipico al cioccolato, amaretto e rum, un’altra delizia che non si può perdere).

Tra mercatini dell’artigianato ritroviamo amiche di vita di mia sorella, entriamo in pezzi della sua vita e, al ritorno verso “casa”, nella rilassante passeggiata sul lungo Po, vediamo finalmente uno dei suoi piccoli abitanti: le nutrie. A voi dire se sembrano teneri castori (Giorgia) o grandi topi carini (Rob). Con la digestione pranzo ancora in corso, a 25.000 passi a piedi, torniamo in albergo distrutte, per uscire solamente al quadrilatero, posto di movida torinese che tra un sorso di spritz e vino, ha rappresentato anche un’altra reunion di amici del liceo che come me sono stati adottati da una nuova città che gli ha dato opportunità, famiglia, serenità. È bello anche perdersi in queste storie, di cui Torino ne è piena.

19 Aprile 2026 – Torino

Così come è bello assaporare la città, è anche bello perdercisi, perché è perdendosi che si trovano gli angoli più inaspettati e belli. Ma facciamo un piccolo passo indietro, precisamente al momento del brunch. Piattini, caffè e vini: come dice il nome, questo posto offre ‘piattini’ (tapas torinesi), specialty coffee e vini buonissimi, tanto da aver trovato un vino assaggiato a Bruxelles che ricordo come uno dei più buoni della mia vita. Tra dolce e salato, tè e cappuccini, ci siamo perse nella coziness di questo posto, un piccolo tesoro di carineria per rifugiarti quando la città sa troppo di città. Ma finalmente è il momento di perdersi, e perdendosi, troviamo spiritualità e mistico, infanzia e divertimento, Storia e permanenza.

Storia e permanenza, negli archi della Porta Palatina, l’antico accesso alla civitas romana che oggi conosciamo come Torino e principale testimonianza archeologica dell’epoca romana della città dal I secolo a.C.

weekend a Torino

Spiritualità e mistero, nella Cattedrale di San Giovanni Battista, dove è custodita la Sacra Sindone, forse il pezzo di tessuto più dibattuto della storia che si dice sia stato il sudario di Gesù. Da sapere: la Sindone non è esposta, ma contenuta in una teca di cinque metri coperta da spessi tessuti e altri vetri, scoperta solo e solamente in occasioni decise dal Papa. Al di là dell’aura respirata, come in tutti i luoghi sacri con oggetti venerati da innumerevoli preghiere, è un ottimo posto per osservarne i dettagli principali grazie ai video esplicativi disseminati in giro.

Infanzia e divertimento, nel museo della radio e della televisione negli studi Rai, gratuito e una macchina del tempo per i millennial accresciuti a pane e Melevisione. Tra riproduzioni di Lupo Lucio, Milo Cotogno e Albero Azzurro misti a set di programmi famosi, tutti interattivi, è come dare un’occhiata al dietro le quinte di mamma Rai che, controversie a parte, è un pilastro della nostra TV.

Questa volta perdendoci un po’ meno, arriviamo alla prima volta di questo viaggio per me: la scalata alla ‘cupola’ della Mole Antonelliana, originariamente pensato come tempio ebraico e oggi edificio simbolo di Torino. 586 scalini armati di caschetto, tra dimensioni che ricordano la casa del Bianconiglio di Alice nel paese delle meraviglie, e sneek peak al Museo del Cinema da una prospettiva completamente inaspettata che ci porta poi alla più aspettata prospettiva su tutta la città che mostra l’anima elegante di Torino, tra terracotta e spazi verdi. Purtroppo, chi sale a piedi deve anche scendere a piedi. Ma sarebbe fantastico combinare l’esperienza ginnica a quella rilassante dell’ascensore di vetro (biglietto a parte) che scivola nella hall principale del museo del cinema, ovvia tappa successiva del nostro giro. Ammetto di non essere una grande appassionata di cinema e ammetto anche che l’impressione che ho avuto è che il museo viva delle sue mostre temporanee (che occupano una parte imponente di tutta la visita), ma è comunque affascinante vedere tutto il lavorone che c’è dietro ogni genere, film, scena, recitazione, dagli attori ai tecnici, che spesso vengono dimenticati e invece si fanno carico della parte di lavoro più grande.

Rincorriamo il tramonto al Monte dei Cappuccini, arrivando troppo presto (ebbene sì, questa volta non sono riuscita nella mia tradizione di godermi un bel tramonto: dovrò recuperare), ci fermiamo al caffè Elena per assaporare un’altra chicca di Torino, il suo vermouth, e concludiamo con la suggestività del Bugianen, un ristorante sotterraneo in una grotta antica che, nonostante l’alta umidità percepita, vince con il suo ambience. Insomma, Torino, ti vedo per la seconda volta e di nuovo guardo con ammirazione alla tua eleganza sfacciata che contrasta con le tue persone e i tuoi ambienti alternativi e rilassati. Non mi hai rubato il cuore, ma il tuo essere casa a pezzi della mia vita e gli scorci di cibo e bellezza che mi hai regalato non mi fanno escludere una terza volta. Chissà se sei una di quelle storie in cui l’amore arriva con il tempo.

📍 La Guida di Torino: Tutti i Luoghi del Weekend

🏨 Dove Dormire

🍝 Dove Mangiare & Bere

  • DOT Birreria Indipendente: Taproom imperdibile per gli amanti della birra artigianale. Da provare assolutamente il loro beer flight per un viaggio tra sour, IPA e birre decisamente originali (come quella ai pizzoccheri!). 🍻
  • Ciao Cara: Format di street food/trattoria pop geniale. Piatti forti: polenta fritta, cipolla ripiena e plin fatti a mano. 🥟
  • Piola di Alfredo: Trattoria tipica piemontese dove gustare ragù bianco, salsiccia di Bra cruda e un bunet da leccarsi i baffi.
  • Caffè Elena: Storico locale in Piazza Vittorio Veneto dove fermarsi ad assaporare un vero Vermouth torinese. 🍸
  • Ristorante Bugianen: Ristorante altamente suggestivo situato all’interno di un’antica grotta sotterranea.
  • Caffè Al Bicerin: Il tempio della storica bevanda torinese a base di cioccolato, caffè e panna (ricorda: mai mischiarla!). Attenzione allo zabaione alcolico di prima mattina! ☕️
  • Piattini, caffè e vini: Il posto ideale per un brunch accogliente (“cozy”), tra tapas torinesi, specialty coffee e ottima selezione di vini.

🏛️ Highlight

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