Se avete letto il mio diario di viaggio in Estonia, sapete che quest’avventura non è ancora finita: sono atterrata a Vilnius portando con me il freddo nelle ossa, questa volta sfidando la stanchezza dei meeting di progetto e delle call in camera d’hotel alternati al silenzio surreale di una foresta innevata.
26 gennaio 2026 – Vilnius, Lituania
Ci avresti mai creduto che ti saresti stancata dei viaggi di lavoro? Onestamente no.
Eppure, posso confermare che succede perché quella stanchezza atavica di dover prendere aerei a orari impossibili, fare costantemente valigie, avere un’agenda che il più delle volte non ti permette di scoprire quello che vuoi, ti taglia le energie da wanderlast e ti lascia con una serie infinita di meeting, un numero imprecisato di mail non lette e la voglia di tornare a casa.
Probabile che questo succeda anche perché io ho l’abitudine di unire i viaggi per prendere meno aerei ed essere così più sostenibile, ma fatto sta che ancora una volta non è tutto wanderlust quel che luccica.
Tutto questo per dire che sono atterrata a Vilnius per un meeting di progetto e la prima cosa che ho fatto è stata risolvere problemi che c’erano stati nella mia settimana di assenza e mettermi in call. Per questo, ho corso verso il posto con un buon latte d’avena macchiato più vicino all’hotel, ed è così che ho mangiato il cardamom bun più grande della mia vita (ok, questa è una cosa positiva del viaggiare per lavoro).


Dopo una giornata nella camera d’albergo finalmente pronta, tra chiamate, email e presentazioni da finire, mi decido finalmente ad andare a pranzo alle 17:00 del pomeriggio. Ahh … Il mangiare da sola nei ristoranti: ne sono tutti così terrorizzati, e invece dopo due o tre volte in cui ti senti a disagio, inizi ad apprezzarlo. È così bello guardarti intorno e immaginare storie, gusti, sapori, memorie di tutte le persone che condividono quello spazio con te in quel preciso momento. Chissà quanti fili incrociati, quanti punti in comune, tutti da immaginare e riflettere mentre aspetti il tuo piatto e lo degusti. Quando poi mi manca una compagnia, porto con me il mio fidato e-reader e inizio a connettermi con i personaggi delle storie che sto leggendo, accogliendoli alla mia tavola. Forse questo è il momento per te di provarci una volta e vedere se è fatto per te: potresti scoprire un nuovo tipo di coccola.



Insomma, dopo un ramen e una tra le cheesecake più buone della mia vita da Sakai Ramen, è il momento di andare a dormire per prepararsi alla giornata di domani.
27 gennaio 2026 – Vilnius, Lituania
Sarò impopolare, ma io odio le colazioni negli hotel: tutta questa scelta mi mette in crisi e puntualmente le scelte che farei io (avocado toast, latte macchiato con avena, cinnamon roll giganti e simili) non ci sono mai o non sono abbastanza buoni. Questo hotel non fa eccezione, e pur essendo un 4 stelle con una colazione d’altrettante stelle, mi accontenta ma mi fa sognare il mio latte d’avena. Anyway, corsa in taxi con collega all’università e via di meeting di 7 ore. Da questo punto di vista, è sempre bello vedere l’ospitalità dei vari partner di progetto perché ognuno la prende a modo suo e cerca di farti sentire accolto al 100%, con le sfumature di diverse nazionalità e tradizioni. Qui l’ospitalità si è vista in un Welcome Pack stracarico e nel troppo cibo.




Immaginatevi una tavola piena di taglieri lituani, pane fritto con salsa al formaggio, stinco di maiale, formaggi e miele, salumi e insalate russe, cornucopie di cereali e carne, e tutto questo solo come antipasto. Immaginatevi la mia espressione quando ci hanno detto che ci sarebbero state altre tre portate: forse al cenone di Natale c’era meno cibo, o comunque era più leggero, perché il mio piatto principale erano degli gnocchi amidosi di patate ripieni di carne con lardo sciolto e panna acida a parte. Buonissimi e consigliatissimi, ma il mio stomaco ha avuto un parere contrario. Meno male che esistono il Malox e l’acqua frizzante.
28 gennaio 2026 – Vilnius e dintorni, Lituania
Ogni tanto mi sembra surreale quello a cui sono arrivata: chi l’avrebbe mai detto che, come parte del mio lavoro, sarei andata a visitare una foresta tutta innevata?




Eppure, è stato così. E quando non poteva migliorare, mi sono trovata in un piccolo museo di storia naturale (o meglio, centro visitatori di una foresta protetta) a curiosare tra le caratteristiche naturali del luogo: dune su cui crescono alti e sottili pini, incendi per rimpolpare le foreste, alberi che crescono più forti dopo il fuoco, questo e anche di più. Il tutto dopo aver visitato una piattaforma traballante con chilometri di foresta innevata sotto di noi.
Che bello essere arrivata fin qui, che bello esserne così contenta, che bello poter chiedere tutte le mie curiosità sulle foreste. Un po’ meno bello è che una volta che ci sei dentro, si perde un po’ la parte romantica perché le foreste rispondono a leggi simili a quelle agricole, per servire gli scopi che noi umani decidiamo di dargli.



Un altro viaggio sta volgendo al termine, e un’altra volta sono contenta di tornare a casa: una sensazione che non avevo sentito per tanti, troppi anni. A parte la quasi commozione a vedere il sole sul manto di nuvole dall’aereo, avevo così tanta fretta di tornare a casa, che ho lasciato la valigia sul bus che da Ciampino mi ha portato a Termini. Ho corso più veloce di quanto io abbia mai fatto nella mia vita? Sì. Ho recuperato la valigia? Fortunatamente sì. Sarà l’ultima volta che una cosa del genere mi capita? Assolutamente no.
Allora, alle prossime avventure di viaggio, wanderers!
📍 La Guida di Vilnius
🏨 Dove alloggiare
- Amberton Cathedral Square Hotel Vilnius: Un hotel 4 stelle in posizione privilegiata proprio sulla Piazza della Cattedrale.
🏛️ Imperdibili
- Vilnius Cathedral and Belfry: Il cuore spirituale della città con la sua piazza iconica e il campanile separato dalla struttura.
- Gediminas Castle Tower: Il simbolo di Vilnius che offre la vista panoramica più bella sui tetti rossi della Città Vecchia.
- Užupis District: La leggendaria “Repubblica” degli artisti, un quartiere bohémien con una propria costituzione e un’anima unica.
- St. Anne’s Church: Un capolavoro gotico così affascinante che, secondo la leggenda, Napoleone avrebbe voluto portarlo a Parigi.
- Gates of Dawn: L’unica porta rimasta delle antiche mura, oggi un santuario che ospita una celebre icona della Madonna.
- Dzukija National Park & Cepkeliai Nature Reserve: La riserva naturale dove ho scoperto la magia delle foreste innevate e il silenzio del Nord.
- Paupio turgus: Un mercato gastronomico moderno e vibrante, perfetto per una serata tra design e buon cibo.
🍴 Dove mangiare e bere
- Habits: La bakery perfetta per un caffè e per il cardamom bun più grande e profumato della vita.
- Sakai RAMen: Il posto giusto per un ramen rigenerante e una delle cheesecake più buone della mia vita.
- Etno Dvaras: Ristorante storico in Pilies str. dove gustare i tradizionali gnocchi di patate Cepelinai.
📚 Letture consigliate
- Avevano spento anche la luna (Ruta Sepetys): Un romanzo toccante e necessario per comprendere a fondo la storia e lo spirito resiliente della Lituania.