Tallin, Estonia 23 Gennaio 2026
Se avete letto il mio ultimo diario di viaggio in Finlandia, sapete che il viaggio non è finito alle foreste innevate e il silenzio magico del Nord: pensavo di prendere un traghetto e invece mi sono ritrovata su un barcone multipiano con almeno cinque bar e due ristoranti (quelli che ho contato), con un deposito bagagli (scoperto troppo tardi), lounge e molto altro. Questo faceva parte dei miei piccoli sogni di viaggio, di andare da Helsinki a Tallinn via mare, così come faceva parte il sogno di scoprire tutti i paesi dell’Unione Europea. Oggi posso dire di aver fatto entrambi: all’uscita dal porto, quando ho realizzato questo piccolo grande traguardo, mi sono quasi commossa, perché composto di costellazioni di newsletter per trovare le offerte migliori, viaggiare (almeno all’inizio) low-cost per vedere di più, risparmiare tutto ciò che potevo nella vita di tutti i giorni per potermi permettere le esperienze più belle che oggi posso raccontare.


Insomma, obiettivi fatti di sacrifici; ma, d’altronde, senza sforzo, che obiettivi sarebbero? Bando alle ciance e iniziamo a raccontare il mio cinquantasettesimo paese, l’Estonia.


Fa freddo, più che a Helsinki: forse per il vento, forse perché il mio corpo non ce la fa più, fatto sta che entrare nell’hotel, una struttura storica con un’accogliente receptionist che mi ha fatto l’itinerario di viaggio appena arrivata, è stato bellissimo.


Io ero pure un po’ tentata di rimanerci in questo calduccio, ma il senso di scoperta (e la fame) chiamava e quindi eccomi in Olde Hansa, ristorante medievale illuminato principalmente dalle fiammelle di mille candele disseminate per il locale, con un menù dai disegni degni dei migliori testi monacali e cibo, sì pesante (grazie Tiger Balm che esisti), ma di una bontà unica! Vale la pena citare la loro birra alla cannella: il nome dice tutto e da appassionati di birra non potete farvela scappare!



Tallinn, Estonia, 24 gennaio 2026
Scelgo sempre minuziosamente la colazione perché essendo l’inizio della giornata, è anche quello che ne definisce il continuo. E stamattina non potevo scegliere meglio perché i cinnamon bun che ho trovato sono stati tra i migliori della mia vita. Roast Bakery, un piccolo scrigno di meraviglie in cui le sfornature avvengono proprio davanti a te: un ottimo modo per iniziare la giornata e temporeggiare prima del Free Walking Tour. Sarò sincera: questa volta ho sofferto il freddo, tanto, così tanto da ‘rovinarmi’ il resto della giornata.


Per quanto sia ancora il modo più interessante per conoscere una città, restare per tanto tempo in piedi a – 11 gradi è stato doloroso, nonostante i miei cerottini riscaldanti ai piedi. Fortunatamente, la nostra guida Kadri è stata magistrale: non ci ha fatto mai annoiare e con il suo carisma ci ha, almeno in parte, riscaldati. Curiosità più interessanti? L’Estonia non ha inventato solo Bolt, ma anche uno sport chiamato kiiking (che sarebbe una specie di altalena gigante), l’Estonia ha avuto più dominazioni di quelle che possiamo immaginare, c’è una popolazione che parla russo impiantata nel periodo dell’Unione Sovietica che non riesce a integrarsi con la popolazione che parla estone, la piazza principale è sorvegliata dalla piccola statuina di un ex guardiano che regge la bandiera sulla sommità dell’edificio, e che questo è un paese che non ha realmente i piatti tipici perché i suoi piatti tipici sono presi dai paesi circostanti (da qui la mia decisione di non fare la cooking class).


A questo aggiungiamo che la lingua, insieme al finlandese, proviene dal gruppo degli Urali e si avvicina all’ungherese piuttosto che a quella dei paesi limitrofi. Kadri ci ha raccontato anche di tristi storie di deportazioni sovietiche e episodi razzisti nei confronti dei russi: una situazione che mi sta facendo venire i brividi soprattutto tramite il libro che ho scelto per questo viaggio, “Avevano spento anche la luna”.
Finito il tour ho cercato un po’ di calore nella farmacia più antica d’Europa, in un negozio di souvenir e nel museo dei libri proibiti, ovvero un piccolo negozietto che espone vari libri bannati in giro per il mondo (con dovute spiegazioni), interessante e consigliato.


Da lì, mi sono sentita pronta per visitare il quartiere più hipster di sempre, Tallinski: graffiti, vintage shop e local designer sono tutte le parole che descrivono al meglio la zona, e ovviamente rendono felice me. Il calore non l’ho tanto trovato perché, ahimè, il posto dove ho mangiato un hamburger era sì fighissimo (in un vecchio vagone abbandonato), ma purtroppo freddo perché passava un po’ d’aria dalla porta. Insomma, per quanto io abbia provato a riscaldarmi restando in giro (inclusa una pausa tè in un posticino che mi ha detto che chiudeva dopo 5 minuti che avevo ordinato), ho capito che l’unico modo per non soffrire più il freddo sarebbe stato quello di tornare in albergo e riscaldarmi per benino ( – 16 gradi percepiti sono difficili). E così ho fatto.




Sono riuscita solo dopo un paio d’ore per cercare di vedere un museo (chiuso) e per svoltare poi su una birra artigianale (sempre una buona idea). Insomma, io che sono freddolosa, nonostante tutti gli strati, ho sofferto talmente da non sopportare più il taglio del freddo sul naso. E infatti meno male che il Merchant’s House hotel ha una sauna gratuita di un’ora al giorno per i clienti. Li ho voluti tanto bene perché mi hanno restituito la circolazione.


25 gennaio 2026 – Tallinn, Estonia
Nuovo giorno, nuova colazione, questa volta in Värav Coffee and Toast: una graziosa casetta bianca tra un parcheggio e il castello di Tallinn, con un latte macchiato e un avocado toast da paura. Qui è anche quando mi rendo conto di aver perso la penna che usavo per scrivere sul taccuino: ed è qui che penso anche che trovare una penna al giorno d’oggi potrebbe essere più difficile del previsto, considerando tutto quello che facciamo con il nostro smartphone. Ecco, io voglio andare contro corrente e portare inchiostro dove ci sono troppi pixel. Che dite? Proviamo a chiedere al nostro vicino se ha una penna da prestarci?


Finita la colazione, mi butto nei riflessi blu del cielo, perché oggi il sole ha deciso di regalarci dei raggi e io penso un po’ a casa e ai suoi cieli blu vista mare, mentre mi dirigo verso la seconda tappa della giornata: il Museo di Storia Naturale dell’Estonia, dove mi sono ritrovata seduta su un termosifone senza scarpe per riscaldarmi i piedi. Ma si sa: di necessità, virtù. Forse sono esagerata io, o forse sono i posti ad essere riscaldati alla nordica: fatto sta che sono stata molto proud della mia idea. Cosa ho imparato dal museo? Ad uscire dalle sabbie mobili (se mai dovessi capitarci), che il ciclo di vita di una palude è molto più vivo di quello che si pensi, che ci sono piante carnivore che succhiano pesci minuscoli in pochi millesimi di secondo, e che se srotoli una roba di 4 metri, è difficile rimetterla a posto (questo vale come reminder a me per quando mi verrà voglia di provare tutte le parti interattive di ogni museo).


Lasciato il museo e approfittando del sole, ho deciso decido di passeggiare per Kalamaja, la zona più ricca di Tallinn e con una promenade a bordo mare incantevole. Potete immaginare che questa stradina fosse… ghiacciata! È stata quindi una bella e lenta camminata che mi ha fatto respirare il sole e tornare di nuovo un po’ con la mente a casa: sarà che da quando ho trovato il posto dove mi piace tornare, dopo qualche giorno di viaggio inizio a sentire una nostalgia pungente che mi fa contare i giorni dal rientro, perché adesso tanto mi piace partire per esplorare nuovi parti di mondo, tanto mi piace ritrovare le mie abitudini a casa (dove continuo a viaggiare con tutti i souvenir mangerecci che mi porto dietro).



Ma torniamo in Estonia, precisamente al premio che mi sono fatta per non essermi rotta una gamba scivolando sul ghiaccio: una degustazione di birre nella tap room di Pohjala, famosa birra di Tallin. Oltre alla dark lager, che ormai è una garanzia, ho provato una porter infusa con il cioccolato ed è stata una vera e propria goduria.


Un’ottima dose di energia per proseguire al prossimo museo di questa tappa: tre piani colorati tutti dedicati alla pop art, tra arte, tecnologia, politica, movimenti antisistema e pro o contro i soldi. Di certo, tutti accomunati dal voler portare un messaggio. Quelli che mi hanno colpito di più? Fotogrammi dipinti, una storia che si ripete nella stanchezza della paura delle guerre che ci circondano, colori AI in un caleidoscopio di forme, If it’s not weird, I’m not interested, perché d’altronde è così.



Insomma, un altro viaggio è finito, da cui mi porto a casa nuovi insegnamenti e nuove impressioni. L’Estonia è un paese forte, e come potrebbe essere diversamente quando il tuo popolo ha subito una deportazione e mille torture? Si definiscono e li definiscono lenti, ma con tutta quella neve, anche io avrei bisogno di rallentare, anche solo per non scivolare per le strade ghiacciate della capitale. Gli estoni sono molto pochi e per questo si sentono pronti ad accogliere, forse proprio perché di divisioni e guerre ne hanno già avuti abbastanza. Alcune persistono ancora oggi, con una parte della popolazione che non si capisce con l’altra. Unità: è quello che gli auguro ed è quello che auguro anche al nostro mondo che ogni giorno ci dà una scusa per dividerci. L’ Estonia mi ha insegnato che questa unità conta tanto, e che soprattutto oggi dobbiamo porcela come obiettivo, per un futuro di accoglienza e, si speri, pace.
Il mio viaggio nel Baltico non è finito qui! Con ancora il sapore della birra alla cannella sulle labbra e il naso un po’ arrossato dal freddo, sono volata verso una nuova scoperta. Seguimi tra i vicoli barocchi e i sapori decisi della prossima tappa!
🏛️ Highlights
- Farmacia più antica d’Europa (Raeapteek): Affascinante pezzo di storia medievale nel cuore pulsante della piazza principale di Tallinn.
- Telliskivi (Tallinski): Il quartiere più hipster in assoluto, un’esplosione di graffiti, negozi vintage e design locale.
- Banned Books Museum: Un piccolo e suggestivo spazio dedicato alla storia dei libri proibiti e censurati nel mondo.
- Lennusadam (Seaplane Harbour): Un incredibile e interattivo museo marittimo ospitato all’interno di storici hangar per idrovolanti.
- Kalamaja: Il suggestivo e colorato quartiere dei pescatori famoso per le sue tipiche e storiche case in legno.
- PoCo Pop and Contemporary Art Museum: Tre piani coloratissimi e super stimolanti interamente dedicati alla Pop Art e alla tecnologia.
- Piattaforma panoramica di Kohtuotsa: La terrazza panoramica più famosa di Tallinn, perfetta per ammirare i tetti medievali dall’alto e scattare foto pazzesche.
- Museo di Storia Naturale dell’Estonia: Un percorso interattivo tra paludi e natura, perfetto per scoprire la fauna locale.
🍕 Da mangiare e da bere
- Põhjala Tap Room: Il paradiso della birra artigianale locale, dove ho adorato la loro incredibile porter al cioccolato.
- Olde Hansa (Oode Hasa): Un’immersione totale nel Medioevo tra piatti tipici speziati, fiammelle di candele e birra alla cannella.
- Peatus: Un’originale area ristoro ricavata all’interno di veri e vecchi vagoni ferroviari a Telliskivi.
- The Brick Coffee Roastery: Una torrefazione d’eccellenza immersa nell’area industriale e creativa di Telliskivi.
- RØST Bakery: Il regno indiscusso dei cinnamon bun sfornati caldi proprio davanti ai vostri occhi!
- Värav Coffee and Toast: Una deliziosa e minuscola casetta bianca che serve avocado toast e caffè pazzeschi.
- Pühaste Kelder (Taproom): Un altro tempio della birra artigianale estone nel cuore della città vecchia, dall’atmosfera accogliente e sotterranea.
🛌 Dove dormire
- Merchant’s House Hotel: Struttura storica e accogliente nel centro, dotata di una provvidenziale sauna gratuita giornaliera!
🗺️ Itinerari / Walking Tour
- Free Walking Tour GuruWalk: Il modo migliore per scoprire la città a piedi grazie a guide locali preparatissime e carismatiche.
📚 Libri consigliati per il viaggio
- Il pazzo dello zar (Jaan Kross): Un potente romanzo storico estone sulla lotta per la verità e la libertà contro il potere assoluto.
- Avevano spento anche la luna (Ruta Sepetys): Il commovente e duro racconto delle deportazioni nei gulag siberiani che ho letto proprio durante questo viaggio.
- L’uomo che sapeva la lingua dei serpenti (Andrus Kivirähk): Una straordinaria e ironica fiaba per adulti sospesa tra la storia, il mito e le antiche tradizioni dell’Estonia.