Roma, Amsterdam, Parigi, Helsinki, Rovaniemi, 17 Gennaio 2026
Un volo preso decisamente troppo presto, un viaggio che inizialmente avrei dovuto fare da sola, uno scala ad Amsterdam che mi ha regalato un’alba tra le nuvole che iniziava a mancarmi, e tanto. Il primo volo del 2026, che in realtà sono diventati quattro perché KLM ha deciso di sostituire un volo diretto, purtroppo cancellato, con altri 3 portandoci prima a Parigi, poi a Helsinki e solo per ultimo a Rovaniemi. Indovinate chi ha perso la prima escursione che si era prenotata? Cielo, mi raccomando, vuol dire che dovrai aprirti e mostrarci la tua bellezza tutta domani.
Insomma, Avevo unito viaggi personali e di lavoro per prendere meno aerei e guarda un po’ la vita. Già, Life happens while you are making plans, descrizione della mia vita. E che si fa in questi momenti? Come direbbe Gianluca Gotto, si diventa fiume e non roccia, ci si adatta, si cambia d’accordo con gli eventi, e si pensa che se è andata così è perché doveva andare così. Già il fatto che non mi sia venuto un attacco di panico e una crisi isterica, vuol dire che un po’ i buoni propositi del 2026 li sto già mettendo in atto.

Complice il fatto che non sia da sola? Probabilmente sì, perché ho la fortuna di essere con una persona che mi sta insegnando sempre di più a scorrere negli imprevisti, e averlo qui mi ha fatto respirare e pensare che tutto sommato, se avessimo preso il primo volo, questo posticino dai lampadari in stile proibizionista e a prezzi onesti (in un aeroporto!), chiamato the Wanderer (Un nome, un destino) forse non l’avrei mai scoperto. E al quarto volo della giornata con una stanchezza infinita addosso e dopo partite a scopa, capitoli su capitoli letti, solitari e streaming vari, forse non avremmo mai visto quei raggi di luce muoversi alla loro affascinante danza. Ebbene sì, abbiamo visto l’aurora dall’aereo. Partiamo con il piede giusto, Finlandia.

E dopo aver finalmente toccato il cuscino di quest’appartamento dal design finlandese alle 02:15 di notte, sono pronta al primo giorno di scoperte.
Rovaniemi, Finlandia, 18 Gennaio 2026
Caro Babbo Natale… Vorrei essere perché sono, ed essere felice rendendomene conto, Spezzoni di una lettera a Babbo Natale perché una volta che arrivi fino a quassù, non puoi non approfittarne per tirare le somme e cercare il focus di quello che vuoi per il futuro, prossimo o lontano che sia. E così, eccomi con la mia agendina a bere un gloggi, bevande finlandese non alcolica a base di frutti rossi, a scrivere a quello omone rosso tutti i miei desideri per l’anno che verrà, mentre fuori è tutto bianco e le lucine del villaggio di Babbo Natale rendono tutto più magico.



Perché si, il posto è turistico, e di sicuro non l’attività principale che consiglio qui a Rovaniemi, ma quando ti ricapita di essere sulla striscia del Circolo Polare Artico, a mandare cartoline a tutti i nipotini, ritrovando un po’ la me bambina che è sempre là, protetta e alimentata di storie, colori, sogni, arcobaleni. E poiché non c’è viaggio senza piatti tipici, è proprio qui che riusciamo a fare la nostra prima esperienza culinaria finnica. Di base, sono qui a mangiare salmone da tre giorni e vi posso assicurare che la loro salmon suop, una zuppa di salmone e patate e panna, ha il potenziale di trasformarsi in una droga, soprattutto essendo un ottimo rimedio contro il freddo.



Il freddo, proprio quello per cui non conto più gli strati che ho addosso, a cui si aggiungono scaldamani elettrici, cerotti riscaldanti e ulteriori strati offerti gentilmente da Wild About Lapland, compagnia che abbiamo scelto per tutte le nostre esperienze lapponi.


Ammetto, avevo i miei timori prima di prenotare, e pure tanti, ma con un fidanzato che ha come animale guida il cane, abbiamo deciso di provarci comunque. “Verranno trattati bene? Saranno felici? Gli piace fare quello che fanno?” Beh, io ho una risposta certa non ce l’ho, ma guardare l’eccitazione di tutti questi husky di correre, il loro buttarsi felici sulla neve nelle pause, i loro visini contenti, le espressioni umane al ritorno nel rincontrare i loro amici, che a loro volta non vedono l’ora di correre, i loro padroni che si assicurano di lasciarli liberi quanto basta, il fatto che questi stessi padroni quando fa troppo freddo gli mettono i maglioncini. Tutti questi elementi anche di più mi hanno convinta che questi cani sono felici, e questo viene avvalorato dal fatto che nei giorni in cui vengono lasciati liberi nella foresta, i cani tornano sempre. In ogni caso, per andare sul sicuro, noi abbiamo scelto Wild about lapland proprio per la loro attenzione alla sostenibilità, confermato dalla loro scelta di avere solo escursioni con piccoli gruppi che non rendono posti bellissimi irrespirabili.


Ed eccoci così, a guidare questa slitta trainata da 5 adorabili cani, le dita quasi non me le sento per il freddo, ma il silenzio, la calma e il connubio con una natura tutta bianca addormentata sotto metri di neve mi fanno pensare che tutto sommato questa esperienza ne è valsa la pena, così come le coccole a Virna, la cagnolina nera della mia slitta che mi ha preso il cuore.
Dopo aver soddisfatto nuovamente tutte le domande sulla felicità di questi cani, rotta al centro città per un’altra cena a base di salmone (questa volta affumicato e servito su un waffle da Cafè 21 per cambiare) e via di nuova escursione.
Dalle previsioni ci aspettavano tre ore di guida, e invece dopo neanche 20 minuti, la nostra guida ci ha fatto scendere dal Van e… il cielo è esploso. Ecco, partiamo dal presupposto che quello che vedete dalle foto è il potere della macchina fotografica (a quanto pare anche al cielo piace usare i filtri), ma vedere un cielo che cambia, si colora e ti emoziona e solo e solamente potere dell’aurora boreale. E che potere quando il cielo inizia a danzare per te, si colora di verde, tra puntini di stelle e rami ghiacciati che fanno da cornice. Riguardo le foto e capisco perché quella notte rientra tra il 20% delle notti in cui l’aurora è stata più forte, Secondo la nostra guida Atanas. Che dire, Klm, grazie per averci fatto perdere il tour la prima sera :P





Quei colori mi rimarranno in testa e nel cuore per un po’, così come il calore della yurta in cui ci siamo fermati perché era ancora presto per tornare a casa e abbiamo tutti optato per un extra stop sul lago ghiacciato prima di rientrare. Un’esperienza completa che ci ha permesso di scoprire la senape finlandese, assolutamente da portare a casa come souvenir. Come se il cielo volesse darci un bis, usciti dalla tenda, ci ha regalato un’altra incredibile cornice per le nostre foto alla yurta, prima di tornare a casa con i piedi, il naso, le mani, la coda congelati, ma il cuore pieno.



Rovaniemi – Oulu, Finlandia, 19 gennaio 2026
Quante volte ci è capitato di scherzare e dire per qualcuno che usi qualsiasi altro mezzo poco controllabile o di cui non sia pratico “Attento a non finire contro un albero!”. Ecco, è successo questa mattina, fortunatamente non a noi, ma alla coppia era con noi nell’esperienza con il gatto delle nevi.


Ma facciamo un passo indietro: sveglia decisamente troppo presto dopo la serata alla ricerca di aurore boreali, valigie pronte, e via di nuova escursione, perché le prime volte sono magiche e nei miei viaggi ne faccio sempre il carico. Ed eccoci su un nuovo van nella mattina ancora buia di Rovaniemi per provare una nuova prima volta, alla guida di una motoslitta. Prima impressione è che è più difficile di quello che sembra, testimone anche il dolore al mio polso destro mentre scrivo, dovuto al costante tentativo di stabilizzare il manubrio tra cumuli di neve e curve strette. E proprio questa forza nel cercare di mantenere la moto dritta e on track è quella che è venuta a mancare alla coppia dietro di noi che , complice un’operazione alla spalla, è finita contro un albero. Tutto è bene quel che finisce bene perché nessuno si è fatto e l’assicurazione pagherà (almeno in parte) per i danni, e noi ce ne andiamo con una storia da raccontare in più (e forse un polso in meno).
Qui vi lascio con un pensiero : molti sono restii nel provare la slitta degli husky per l’impatto etico e ambientale (io in primis, prima di questa esperienza), ma dopo aver provato la motoslitta, e aver visto una ventina di moto disturbare una foresta silenziosa e congelata, portare inquinamento acustico lì dove la maggior parte degli abitanti della foresta dormono, ricreare ingorghi stradali lì dove gli unici ingorghi dovrebbero essere lepri e volpi che si rincorrono, siamo veramente sicuri che la motoslitta sia più sostenibile ed etica degli husky? E con ciò, dopo aver assodato che la slitta non è amica del trucco non waterproof, lasciamo Rovaniemi per la nostra seconda tappa: Oulu, capitale europea della cultura 2026.


Raggiunta in due ore di treno, Oulu è di sicuro una meta gourmand, confermato dalle stelle verdi dei ristoranti che utilizzano solo prodotti locali. Ed è proprio in uno di questi che ci siamo coccolati dopo una birra in Teerenpeli, un birrificio/distilleria (perché non c’è viaggio senza birra local). Cinque portate, cinque mezzi bicchieri di vino (trovata geniale quando non vuoi bere tanto ma vuoi comunque provare gli abbinamenti), due extra piatti offerti dallo chef e un’esplosione per le papille gustative: Ravintola Kitchen and Bar Oulu è tutto questo, oltre che una scoperta continua di ingredienti a cui decisamente non siamo abituati (tipo il willow grouse o la renna). Con le pance piene e tanta voglia di dormire, torniamo all’appartamento per prepararci al quarto giorno di questo viaggio pieno, intenso, fullfilling, proprio come piace a me.








Oulu-Kuopio, Finlandia, 20 gennaio 2026
Se qualcuno avesse avuto dei dubbi sulla legittimità di Oulu come capitale della cultura 2026, questi ci sono stati dissipati tutto in una sola mattina di scoperte. In particolare, l’isola di Pikisaari è un vero e proprio hub di creatività e arte, espressi da workshop sui metalli, mostre d’arte, esplorazioni di edifici pieni di Good vibes e un coffee place che è anche dj set, negozio di T-shirt, sperimentazione di vinili e chissà cos’altro ancora. “Da quando ho iniziato a fare cose senza avere fretta, la mia vita è migliorata”: così ci prendiamo l’insegnamento del giorno. Parole pronunciate dal proprietario del caffè che avevamo puntato su Google Maps, tecnicamente chiuso, ma praticamente aperto, perché “stavo provando dei blend di caffè, ma visto che sono qui, possiamo berne uno insieme”. È inutile dirvi che questi incontri valgono più di mille esperienze, perché ti fanno entrare nell’anima di un posto attraverso le parole di un’anima. E quando anime così ti aprono le porte, allora capisci che – 5 gradi fuori non sono sinonimo di freddezza interna, anzi.




Dopo aver comprato il nostro caffè, sotto il consiglio del nostro nuovo amico Mathieu, andiamo alla scoperta dell’arte nell’edificio stesso: dalle scale, ai piani con vero e proprie mostre che ti portano ancora di più nel cuore colorato di quest’isola, e più ancora della Finlandia. Ma l’accoglienza dei finlandesi non finisce qui, perché quando arriviamo alla tappa che desideravo di più vedere, il mare ghiacciato, Jonathan ci spiega i segreti della pesca nel ghiaccio: i centimetri dello strato, il mega trapano manuale per fare un buco dove mettere la lenza, il tipo di pesce che si può pescare, e da un signore incontrato per caso sul mare, diventa, nel tempo di uno scambio di parole, un amico con cui scambiare e condividere le esperienze di pesca fatta con mio padre. E no, non ho sbagliato quando ho scritto nel mare, perché qui a Oulu si può vedere e soprattutto camminare sul mare ghiacciato. E non vi dico l’emozione di aggiungere nelle esperienze delle prime volte, quella di aver letteralmente camminato sulle mie amate onde, rinfreddolite certo, ma pur sempre onde.



Con il cuore felice e i piedi gelati, prendiamo il bus che ci porta al caldo, per mangiare un hamburger da Kauppuri 5, posto che a quanto pare viene visitato anche da Air Guitar Champions (Sì, Oulu è anche la città dove se ne svolgono i mondiali), per poi dirigersi nel mercato cittadino a fare incetta di souvenir da gustare una volta tornati a casa.


Piccolo consiglio? State attenti al prezzo se volete portare a casa un filetto di renna, perché il portafogli ne potrebbe altamente risentire (40 euro per circa 200 grammi). Altro consiglio: per immergervi nell’atmosfera più local possibile, venite a fare colazione nel bar del mercato. Vi ritroverete circondati da pensionati e sprazzi di vita finlandese di tutti i giorni, rendendovi conto, un’altra volta, che siete dove dovete essere esattamente al momento giusto.

Gli appassionati di birra avranno la stessa sensazione al Maaskellari, un pub in un seminterrato della piazza di Oulu dove fare un viaggio nei malti finlandesi accompagnati da un’accoglienza a cui ormai ci stiamo abituando.


Provate la dark lager per un’esperienza di quelle a cui non siamo realmente abituati: qui in particolare ne abbiamo provata una affumicata al catrame vegetale, una specialità di Oulu che si può anche mangiare, e soprattutto bere. Ultima curiosità su questo posto prima di montare sul treno per la prossima tappa: i Nokia, famosi cellulari indistruttibili, sono stati inventati proprio qui.
Kuopio, Finlandia, 21 Gennaio 2026
La mia salute ballerina degli ultimi anni mi ha fatto capire che fare viaggi non-stop con mille attività programmate senza fermarsi mai, non fanno più per me. Ed è per questo che nella nostra terza tappa del viaggio, Kuopio, raggiunta con circa quattro ore di treno da Oulu, abbiamo scelto un posto che sembra un sogno votato al relax. Entri nella camera e ti si apre letteralmente un mondo fatto di neve e natura, complice una tenda elettrica e finestroni giganti sul lago ghiacciato. Quando non pensi questo sogno possa migliorare, ti si apre la sauna privata in stanza. Penso che dopo questo soggiorno qui, il mio obiettivo della vita sarà di avere una sauna in casa (poi in Finlandia è piuttosto normale a dir la verità).



Ed è proprio nella tappa rilassante del viaggio, necessaria prima di continuare i nostri giri al freddo nelle prossime tappe, neanche a farlo apposta, proprio di fronte al resort, c’è un birrificio che ovviamente non possiamo perdere. Dopo un’altra dark lager approvata, andiamo a fare un’altra esperienza local e un’altra prima volta: la SPA finlandese. Contrariamente alle nostre silenziose SPA, qui sono un vero e proprio incontro sociale, quindi non vi meravigliate di entrare in sauna e trovare il chiacchiericcio che normalmente si trova al bar.
Altra cosa che mi ha sorpresa è il fatto che non ci sia timer nelle saune, forse perché sono tra le più calde e quindi è il tuo corpo a dover decidere quando uscire, piuttosto che un orologio. La mente invece dovrà convincere il corpo a provare il bagno nel lago ghiacciato dopo essere stato spompato dal calore. E alla fine, against all odds, ce l’ho fatta anche io, per pochissimo certo, ma abbastanza per inserire un’altra prima volta nel mio album di ricordi. Sarà difficilissimo lasciare questo paradiso domani.
Helsinki, Finlandia, 22 Gennaio 2026
Nuovo giorno, nuovo pendolino (che sarebbe treno, ufficialmente la mia parola finlandese preferita), questa volta per raggiungere la capitale. Tappa veloce in albergo, ennesima salmon soup (qui con carote e porro), immancabile cinnamon roll (bene nazionale), per dirigerci all’appuntamento con il free walking tour.


Per chi non ha familiarità con il concetto, sono tour a piedi di circa due ore che si pagano con mancia. Sta poi al cliente decidere quanto dare alla guida, anche se orientativamente sono consigliati 10 euro. Per me sono un ottimo modo per scoprire la città quando si ha poco tempo a disposizione, soprattutto perché le guide sono local e chi meglio di loro può farti conoscere una città? Tra le curiosità e le scoperte più belle: i finlandesi sono appassionati lettori, l’architettura della città può ricordare San Pietroburgo ed è per questo che negli anni del dopo guerra venne usata per girare film con ambientazioni russe, trovare figure di animali sugli angoli delle strade è normale perché viene dal tempo in cui ancora tante persone non sapevano leggere e avevano comunque bisogno di distinguere le strade, e l’edificio che ospita giornali radio e televisione è fatto di vetro per simboleggiare la trasparenza (un concetto da ricordare dalle nostre parti di questi tempi).



Dopo aver salutato la nostra guida Eero ed essere passati a dare un’occhiata alla moderna e multipiano libreria nazionale, per me è stato il momento di scoprire le opere custodite nell’Amos Rex, museo di arte moderna. E Wow, che figata! È proprio il caso di dirlo perché sono uscita da lì divertita, con concetti nuovi, spunti di riflessione e tante foto carine (tutti gli elementi per rendere un museo perfetto per me). Tra nuvole rarefatte, spazi interattivi (ho disegnato anche la mia di nuvola), memorie rese perfettamente (l’opera della classe per me è stata incredibile), giochi di specchi confusionari tra spazi verdi e illusioni fotografiche, la mostra di Leandro Elrich ne è valsa tutti i 22 euro dati a questo museo.





Un nuovo giorno è sinonimo anche di nuovo birrificio: questa volta Salama Nation al sapore di neon. Niente dark Lager ma una smoothie sour alle bacche finlandesi tutta da provare. L’ultimo stop della giornata ci vede in Sea Horse, ristorante consigliato dalla nostra guida Eero e dove finalmente riesco ad assaggiare le polpette finlandesi (sì , ne hanno una loro versione: si potrebbe dire simile a quelle di Ikea, ma più buone). Il viaggio finlandese, così come le mie ferie stanno ahimè finendo, ma prima di tirare le somme su questo paese lasciate che vi racconti l’ultimo giorno.


Helsinki, Finlandia, 23 Gennaio 2026
Ci risiamo: valigie da rifare per l’ennesima volta perché anche stasera dormiremo in un posto diverso. Questa volta vale anche per me e Jeremy, perché qui i nostri destini di viaggio si dividono, almeno fino al prossimo.
Colazione al mercato principale (vero e proprio scrigno di tesori, dai prezzi anche altamente accessibili), baci gelati perché ci rivedremo solo la settimana dopo, ed è qui che inizia ufficialmente il mio solo travel. Una volta lasciato il mio compagno di viaggio e di vita, cosa posso fare se non andare a visitare il mio amato museo di storia naturale? Ben quattro piani di meraviglia e curiosità, con descrizioni per lo più in finlandese e svedese, ma con abbastanza spiegazioni in inglese per uscire da qui con un sacco di nuove scoperte: gli alberi morti sono ancora pieni di vita (quella che danno ad altri animali), i leoni di mare sono estinti e non ci sono disegni o foto che ci permettano una ricostruzione visiva affidabile, l’unico animale endemico finlandese è la Saamona Ringed Seal, una foga dal manto leopardato, nella preistoria c’erano rinoceronti pelosi, i lavoratori del museo convivono con un tipo di ragno velenoso che si nasconde solo e unicamente negli anfratti di questo museo (in nessun altro posto della Finlandia).





Con il bagaglio pieno di conoscenze (e i soliti strati contro il freddo), mi dirigo verso il mezzo che mi porterà in un nuovo paese, ma prima… Aringhe! Grazie a Lonely Planet scopro il posto con le aringhe più buone di sempre e con cinnamon bun gratuiti (Una garanzia solo per questo, no?).


Qualche considerazione alla fine di questa avventura finlandese: grandi bevitori di caffè (primi consumatori al mondo, probabilmente aiutato dal fatto che ci sono refill gratuiti praticamente ovunque), i finlandesi ti conquistano con la loro accoglienza. Una simile esperienza l’aveva avuto anche in Islanda: sarà che il freddo tempra i corpi ma rende i cuori più teneri? In ogni caso da nord a sud, troverete persone pronte a condividere, parlare e accoglierti nella loro fredda terra, e quando succede questo, non ci si può non innamorare del posto.
Parlando appunto di posti, ho amato le vibes culturali e artistiche di Oulu, ma ho invece avuto problemi con quelle dell’overtourism di Rovaniemi, che inevitabilmente rovinano anche un po’ l’approccio dell’accoglienza, nonostante tutte le prime volte vissute. Da qui l’importanza di scegliere sempre tour responsabili per evitare di esserne toccati fortemente, e di andare oltre le solite tappe proprio per non fomentare questo tipo di turismo.


Un desiderio prima della nuova tappa? Di tornare a scoprire le vibes estive del paese, tra soli di mezzanotte, bagni nei laghi (non ghiacciati preferibilmente) e la fioritura delle varie scene culturali dell’isola di Oulu. Questo vuol dire solo una cosa: a presto, Finlandia!
Imperdibili (Must-See)
Rovaniemi
- Wild About Lapland – Per l’aurora boreale e il tour con gli husky (10km) e la motoslitta.
- Santa Claus Village – Il classico intramontabile.
- Arktikum – Museo e centro scientifico fondamentale per capire l’Artico.
Oulu
- Oulu Market Hall (Kauppahalli) –
- Isola di Pikisaari – L’isola degli artisti.
- Nallikari Beach & Lighthouse – Perfetto per la camminata sul mare ghiacciato.
- Oulun Linna (Castello di Oulu)
Kuopio
- Kuopion Saana – Sauna moderna con vista lago e SPA.
Helsinki
- GuruWalk Helsinki – Per il free walking tour.
- Old Market Hall (Vanha Kauppahalli) – Tapas finlandesi e atmosfera storica.
- Cattedrale di Helsinki – L’icona bianca della città.
- Uspenskin katedraali – La cattedrale ortodossa.
- National Library of Finland – Un capolavoro di architettura interna.
- Amos Rex – Museo d’arte
- Museo di Storia Naturale
Da Mangiare & Bere
Rovaniemi
- Cafè & Bar 21 – I migliori waffle salati della città
- Loft Cafè – Atmosfera cozy e torte fatte in casa.
- Lapland Restaurant Kotahovi – Situato proprio nel villaggio di Babbo Natale.
- Lapland Brewery – Per assaggiare la birra artigianale locale.
Oulu
- Mallassauna – Birrificio e sauna
- Sokeri-Jussin Kievari – Cucina tradizionale in un vecchio magazzino di sale.
- Kauppuri 5 – Famoso per i suoi hamburger
- Kitchen & Bar Oulu – Internazionale ma con ingredienti locali.
- Mallaskellari (Google Maps) – Una taproom accogliente nel cuore di Oulu, ideale per assaggiare diverse craft beer locali.
- Ravintola Teerenpeli (Google Maps) – Un classico finlandese. Producono non solo ottime birre ma anche pluripremiati whisky e sidri.
Kuopio
- Fisu Saana (Kuopio) – Salmone eccellente.
- Iso-Kallan Panimo (Google Maps) – Birrificio artigianale che punta tutto sulla qualità e sulla tradizione locale.
- RPS Brewing (Google Maps) – Il nome sta per Rock, Paper, Scissors. È un birrificio super moderno.
Helsinki
- Salama Nation (Google Maps) –Luci al neon, lampade lava e birre IPA incredibili.
- Ekberg 1852 (Helsinki) – La pasticceria più antica della Finlandia.
- Sea Horse (Helsinki) – Un classico dal 1934 per piatti tipici come le aringhe.
- Ravintola Salve (Helsinki) – Storico ristorante di pescatori.
Dove Dormire
Da leggere prima (o durante) il viaggio
- Memorie di Papà Mumin di Tove Jansson – Non si può capire la Finlandia senza i Mumin. Questo libro in particolare celebra lo spirito d’avventura e la libertà, perfetto per accompagnare un diario di viaggio.
- Kalevala – L’epopea nazionale finlandese. È una raccolta di miti e leggende che ti farà vedere le foreste e i laghi con occhi diversi. Sapevi che ha ispirato tantissimo Tolkien per il suo Signore degli Anelli?
- Lettere di Babbo Natale di J.R.R. Tolkien – Se vai a Rovaniemi, questo è un must. Sono le lettere che Tolkien scriveva ai suoi figli fingendo di essere Babbo Natale. Leggerlo mentre sei nel suo villaggio ufficiale è pura magia!