Era da una vita che non scrivevo e, a pensarci bene, non so spiegare il momento esatto né il motivo per cui ho smesso. Qualcuno potrebbe dire il tempo, qualcun altro l’ispirazione: fatto sta che da quei corsi e sessioni di scrittura a cui mi ero abituata mentre mi circondavano i cieli belgi, c’era sempre un motivo per non mettersi con un foglio bianco e una penna in mano sotto i cieli italiani.
Da un sogno nel cassetto, infatti, questo piccolo blog ha iniziato pian piano ad assumere i contorni di un incubo online. Più i viaggi si accumulavano, più dentro di me cresceva quel senso di frustrazione nel non raccontarli, quasi da non permettermi di vivere al meglio la meta successiva. E così, procastination fantastication, continuavo a rimandare, e più rimandavo, più il senso di colpa aumentava. “Ma tanto non lo legge nessuno, ma tanto non è utile abbastanza, ma tanto non aspettano me”, E via di scuse su scuse su scuse perché effettivamente avevo iniziato questo blog per scrivere, e mi rendevo conto che di scrittura era rimasto ben poco. Tutto ridotto a mille informazioni tanto pratiche quanto asciutte che, parliamoci chiaro, troviamo a bizzeffe ovunque in mille salse diverse. E così, più aggiungevo, più non mi riconoscevo, più scrivevo info pratiche, più perdevo me stessa e quella dea che ha creato tanti capolavori: l’ispirazione.
Alla fine di un anno che vorrei cancellare, fatto di costellazioni di problemi, fatica e incertezze, mi sono detta “Ritrovati”. E allora ho deciso di ritornare alle basi. Ho preso un taccuino, ho preso una penna e ho preso un aereo per buttare giù. Pensieri, viaggi, momenti, sorrisi, preoccupazioni, imprevisti. Tutto quello che possa far tornare la scrittura a conforto e questo blog a ispirazione.
Sono sempre stata affascinata dalle persone che scrivono a mano sui loro taccuini da bar, aerei, ristoranti o parchi. Eppure, il telefono è sempre stata la scusa per fare prima. Forse che la chiave è proprio lì? E se smettessimo di cercare modi per fare prima? Se ci prendessimo il tempo di fare le cose al loro ritmo? Perderemmo pezzi di vita o invece ne guadagneremmo? Io sono pronta a scommetterci e provare finalmente a stillare questi momenti di vita attraverso gocce di inchiostro, trasmettendovi le destinazioni e il viaggio attraverso i miei occhi e le mie parole. Così forse arriverò ad essere una di quelle persone che ho sempre ammirato, di quelle che si prendono il tempo, di quelle che non si fanno giudicare da un’informazione soverchiante da tutti i lati, di quelle che ordinano i pensieri tramite un taccuino, di quelle che il taccuino non lo lasciano mai, di quelle che sono pronte a buttare giù per alleggerirsi e vivere senza la pressione di non essere abbastanza, di quelle che sono pronte a vivere, alla loro dimensione.
E quindi, the smiling wanderer, lo mettiamo come buon proposito dell’anno? Di arricchirti di me stessa, dei miei racconti, delle mie storie, delle mie avventure che tanto mi piace narrare e che tanto mi rendono quello che sono. E voi che mi leggete, la missione è sempre la stessa: quella di trasmettervi la mia idea di viaggio, pieno, sostenibile, locale, lento con le persone e veloce nelle esperienze così da poter mettere in pratica una filosofia, piuttosto che delle informazioni pratiche che lasciano il tempo che trovano, appunto. Io sono pronta a ripartire con consapevolezza, e voi?