Itinerario di un giorno a Caserta e dintorni

Come sopravvivere alla zona arancione? Si pianifica per quando torneranno la zona gialla e la possibilitá di esplorare i dintorni della propria regione, in questo caso la Campania! Ma cosa fare? Da dove iniziare? Io ho scelto di portare i miei HappyFeet in giro per Caserta e dintorni in un martedí soleggiato, e ovviamente il martedí era il giorno di chiusura di quello che a Caserta é il mio posto preferito: la Reggia con i suoi giardini.

Mi sono persa d’animo? Ovviamente no! Quindi ho iniziato a vagare tra le strade di Caserta e i suoi palazzi, per poi spostarmi nel borgo di CasertaVecchia, giusto in tempo per un tramonto che mi ha riscaldato il cuore. Come dividere la giornata?

Partendo da Caserta con la Reggia e i suoi giardini

Fin da piccola ricordo questo posto come magico, una reggia creata a immagine e somiglianza della magnificenza di Versailles: un rimando a luoghi fiabeschi di principesse con vestiti favolosi e principi su cavalli bianchi. Per avere un’overview completa del posto vi conviene prendere il biglietto sia per gli appartamenti reali che per i giardini.

Scegliete una bella giornata di sole perché la meraviglia piú grande la trovate nei giardini. Ma cosa c’é di tanto speciale? Le fontane, con tutta la mitologia che portano con sé. Grande appassionata da sempre, amo perdermi nelle storie che ci sono dietro ognuna delle 6 fontane. In ordine, la Fontana Margherita, la Fontana dei Delfini, quella di Eolo, di Cerere, di Venere e Adone, fino ad arrivare a quella di Diana e Atteone (nome delle mie due orchidee che adesso mi stanno facendo compagnia mentre scrivo). L’ultima, la mia preferita, mostra l’intenso e drammatico momento della trasformazione di Atteone in cervo a causa della dea Diana e dell’attacco dei suoi stessi cani che, non riconoscendolo, lo scambiano per una preda.

La fontana di Diana e Atteone

Proseguendo per le strade di Caserta

Una volta finito con giardini e appartamenti reali, potete approfittare per una passeggiata nelle vie di Caserta. Fermatevi a fare shopping su corso Trieste e perdetevi tra le stradine e i palazzi storici del centro. Vi segnalo i due grandi murales ai lati del Comune e Villa Vitrone, stile liberty e costruita dall’omonimo proprietario emigrato in Sud America sul modello delle sfarzose case coloniali brasiliane. Trovate tutta la storia qui.

Villa Vitrone a Caserta

Non dimenticate di soddisfare lo stomaco prima di spostarvi su una nuova tappa: andate in via Ferrante e scegliete uno dei posticini che vi ispirano. Noi abbiamo scelto i taglieri e il vino della Salumeria di Turno, ma ve ne parlo piú giú.

Fino a tramontare a Casertavecchia

Quando l’ora del tramonto si avvicina, é il momento di prendere la macchina e spostarvi nel piccolo borgo a 10 minuti da Caserta. Girate per Casertavecchia, perdetevi tra le piccole stradine piene di vasetti che, con le piante rampicanti, fanno da cornice alle porticine delle case.

Il tempo sembra essersi fermato in questo borgo, e forse é proprio per questo che fantasmi e spiritelli non vogliono lasciarlo. Non solo si dice che le colonne della Chiesa di San Michele Arcangelo siano tutte diverse perché trasportate fin lassú da piccole fatine con le ali, ma a quanto pare nelle notti d’inverno si possono sentire tra i ruderi del castello i lamenti del fantasma della contessa Siffridina. Moglie di Tommaso d’Aquino, fu arrestata e condannata al carcere a vita nel Castello Svevo di Trani, dove morí lasciando il suo corpo, ma non il suo spirito che restó invece legato a Casertavecchia.

La torre dei Falchi con i ruderi del castello

Il vero simbolo di CasertaVecchia sono peró i suoi “spiritelli”, la cui storia parte dalla Casa delle Bifore, così chiamata per le due finestre a bifora sulla facciata. C’era una volta Ursula, una donna tedesca che negli anni ‘70 decide di trasferirsi a Casertavecchia e compra i ruderi di una casetta, un tempo chiesa. Durante i lavori della casa, Ursula, prendendo ispirazione dalle pentole in rame usate per cucinare i fagioli, costruisce dei vasetti in terracotta con naso e bocca. Questi presero il nome di spiritelli grazie ad una sua amica sensitiva che li battezza cosí in nome delle anime benevole che avvertiva nella casa. Ursula è morta nel 2014, ma la tradizione é rimasta, tanto da diventare il simbolo del borgo e una promessa di desideri realizzati.

La casa delle bifore

Come d’abitudine, ecco una serie di info pratiche per organizzare la giornata al meglio:

Quanto stare? Come arrivarci? Una giornata per l’itinerario che vi ho suggerito é piú che sufficiente. Essenziale avere una macchina per potersi spostare piú liberamente.

Cosa fare (nel posto o nei dintorni):

  • Al Comune di Caserta, divertitevi a cercare i due grandi murales sulle sue pareti (un consiglio: guardate in alto!)
Uno dei due murales sulle pareti del Comune
  • Agli appartamenti reali della Reggia, immaginate di essere dei reali e di vivere nelle sfarzose stanze: dove passereste piú tempo?
  • Ai giardini della Reggia, immaginate le storie dietro ogni fontana e verificatele leggendo dei miti corrispondenti.
  • Alla fontana di Diana e Atteone nei giardini della Reggia, non dimenticate di guardare la strada che avete percorso: la vista é bellissima e merita assolutamente una foto.
  • A Caserta, davanti all’omonima villa, immaginate la storia dell’emigrato Vitrone e trovatene gli aspetti che richiamano il Brasile.
  • A Casertavecchia, entrate nella cattedrale di San Michele Arcangelo, osservate le colonne tutte diverse e immaginatene la storia dietro: sono state fate o uomini a trasportarle li? 🧚🏽‍♀️
  • A Casertavecchia, Passate sotto la torre del campanile, e appena uscite guardate in alto per cercare la cupola della Cattedrale con i suoi particolari arabeggianti 🕌
La cupola della cattedrale di San Michele Arcangelo
  • Fermatevi tra la Torre dei falchi e i ruderi del castello, sempre a Casertavecchia, chiudete gli occhi e cercate di catturare i lamenti del fantasma della contessa Siffridina 👻
  • Comprate uno spiritello, famoso vasetto con occhi, bocca e naso e simbolo del borgo, e metteteci dentro un foglietto con su scritto un vostro desiderio ✨
  • Godetevi il tramonto sulla terrazza all’ingresso del borgo campano e aspettate le prime luci della città che si accendono
  • Per godere di una Casertavecchia ancora piú magica, non perdetevi Settembre al borgo, evento culturale per cui le stradine e i posti del boro si riempiono di concerti e musica. Speriamo in un’edizione 2021!

Dove mangiare? 

  • Iniziate la giornata con una colazione all’aperto al Gran Caffe Margherita, scegliete uno dei loro buonissimi dolcini e fatevi coccolare dalle note intense del loro caffé.
  • Per pranzo, la scelta é variegata: noi abbiamo scelto la Salumeria di Turno a via Ferrante, ottimi vini e taglieri da leccarsi i baffi (provate la bruschetta con lardo, nduja e mandorle tostate). Se avete voglia di pizza, consiglio invece una delle pizze speciali di PizzArt; io ho provato quella con le alici e la ricotta, ma attenzione se non vi piace il piccante!

Attenzione a… I giorni e gli orari di chiusura della Reggia! é la terza volta che vado e o ci sono problemi con quanto anticipo i biglietti devono essere presi online o con gli orari e i giorni di chiusura. Mi raccomando di controllare il sito anche per il Giardino Inglese: é la parte piú bella ma é aperto per pochissime ore al giorno, soprattutto d’inverno.

Budget: Biglietto Reggia con appartamenti e giardini: 15 euro

Forse non tutti sanno che… i giardini della Reggia hanno un podcast su Spotify, che fa anche da audioguida. Salvatelo per essere sicuri di non perdere nessuna storia dietro la Reggia.

Playlist: Holland, 1945 dei Neutral Milk Hotel. Giá aggiunta nella playlist su Spotify targata the smiling wanderer. La trovate qui.

Itinerari a piedi:

Indirizzi utili: 

Commentate se avete trovato questi consigli utili e se volete aggiungere altre leggende e posti nei dintorni da vedere!

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