Un weekend a Paestum alla scoperta di miti e prodotti locali

Alzi la mano chi è appassionato di miti greco-romani! Bene, Paestum è la meta che fa per voi. Inauguro questo blog con l’ultimo dei miei weekend fuori porta, un viaggio breve e neanche a tanti chilometri da casa. Con una pandemia in corso e l’estate che finiva, Paestum, in provincia di Salerno in Campania, è stata una grande fuga nella spensieratezza e nella storia.

Una passeggiata nel mito…

Chiudete gli occhi e immaginate di essere viaggiatori alla fine del VII secolo a.C: siete partiti dalla città magnogreca di Sibari (l’ attuale Calabria) per andare alla ricerca di un posto vicino al mare per poter fondare una nuova città e poter commerciare con i vicini etruschi. Dopo giorni e giorni di navigazione, e sotto la guida del possente Dio del mare Poseidone, finalmente trovate una fertile valle da esplorare che sembra fatta apposta per voi: è qui che decidete di fondare Poseidonia, che richiama per l’appunto il dio che vi ha guidati fin lì.

Ed è proprio qui che inizia anche la costruzione dei tre templi che rendono Paestum una meta immancabile. Un tempo pieni di colori, i tre templi sono ancora imponenti e quasi perfettamente conservati nella loro imponenza. Per primo venne costruito il tempio di Hera, protettrice degli Achei e sposa di Zeus, votato al culto. Poi venne il turno di quello di Atena, la dea dell’artigianato e della guerra, e, per finire, il tempio di Poseidone-Nettuno, che vede però un’attribuzione ancora dibattuta tra Zeus, Apollo o ancora Hera. Tutti e tre comunque imperdibili anche e soprattutto la sera.

è il momento di salire di nuovo sulla macchina del tempo e questa volta fermarsi nel 273 a.C., dove i romani, insiedatisi nella città, non solo le cambiarono nome in Paestum, ma le cambiarono anche fisionomia, costruendo il nuovo Foro, il cosiddetto Tempio della Pace, il Comizio, il santuario della Fortuna Virile, la Curia, il Macellum e l’anfiteatro, le cui rovine sono ancora tutto intorno all’area.

Ma di questo periodo è anche la famosa Tomba del Tuffatore, scoperta nel 1968 e conservata nel museo di fronte al parco archeologico, dove scoprire la storia del parco e ammirare le metope (cioè i pannelli in pietra figurati) del Santuario di Hera alla foce del Sele.

La tomba del tuffatore, metafora del passaggio dalla vita alla morte, rappresenta un’importante novità storica perchè per la prima volta la morte inizia ad essere vista come liberazione piuttosto che come oscurità.

… e nei dintorni, tra location di film e prodotti tipici

Avete camminato tra i tre templi, vi siete immedesimati nei popoli che si sono succeduti nella valle, avete scoperto la Tomba del tuffatore e tutte le credenze collegate: è il momento di una pausa per ritornare al presente. Come? Andando a scoprire i posticini nei dintorni di Paestum.

Noi abbiamo scelto Castellabate, location del celebre film Benvenuti al sud, dove abbiamo esplorato le piccole stradine del borgo e aperitivato nella piazzetta principale con un panorama mozzafiato. Da lì ci siamo spostati per andare verso il lungomare di Santa Maria di Castellabate, dove gustare pesce freschissimo in uno dei ristoranti in loco.

Per una passeggiata tra i prodotti tipici di dintorni piú prossimi, invece, potete prenotare una visita in uno dei famosi caseifici o delle cantine nella zona. Purtroppo noi non ne abbiamo avuto il tempo, ma dai suggerimenti del proprietario del B&B dove alloggiavamo, ne vale sicuramente la pena (trovate i suggerimenti in Cosa Fare)!

Last but not least, per gli amanti del mare (come me), Paestum ha anche una spiaggia, ed é dove noi abbiamo fatto punta sperando in un bagno di fine stagione: aspettative purtroppo deluse da un’acqua troppo fredda.

Ma veniamo al dunque, e agli aspetti pratici del viaggio!

Quanto stare? Come arrivarci? Una giornata da dedicare solo al parco archeologico di Paestum è più che sufficiente. Ma se volete viaggiare tra i sapori del luogo e scoprire altri paesini nei dintorni, vi consiglio di restare per il weekend e soprattutto di avere una macchina.

Cosa fare (a Paestum e dintorni):
  • Passeggiate tra i templi e gli edifici del parco archeologico e immaginateli 2000 anni fa
  • Fittate le bici e percorrete i 6 km delle mura che circondano l’area archeologica 🚲 ⠀
  • Prenotate una vista guidata e una degustazione in uno dei caseifici (il tempio, La tenuta Vannulo) o delle cantine della zona (Pippo greco, San Salvatore)
  • Passeggiate sullla spiaggia di Paestum, a 10 minuti di macchina dai templi (noi siamo stati ospitati dal lido Il Girasole)
  • Scoprite il parco archeologico di Vaelia, incluso nel biglietto di quello di Paestum e a una mezz’oretta di macchina
  • A Castellabbate, cercate la famosa targa con la frase di Gioacchino Murat ‘Qui non si muore’ che si vede nel film Benvenuti al Sud
  • Sempre a Castellabate, fermatevi al Belvedere a osservare il panorama e ad aspettare le luci della città che si accendono pian piano

Dove dormire? Senza alcun dubbio, La Chora di Paestum, un incantevole B&B a poche centinaia di metri dal parco archeologico, amministrato da una coppia di signori che sanno come coccolare i propri ospiti.

Dove mangiare?

Per perdersi tra i sapori del posto con una vista mozzafiato sui templi, provate La Bottega Del Gusto. Da provare il tagliere di salumi e formaggi tipici combinato al mix di verdure.

Se invece puntate ad un pasto ‘ sfizioso’ con hamburger di pesce e gin abbinato, Gin gin é il posto giusto.

Per una pausa veloce tra un tempio e l’altro, scegliete uno dei panini con i prodotti locali di Il tempio del panino

A Castellabate, per una cena di pesce in un edificio storico, scegliete Le Gatte

Se invece cercate la tradizione al 100%, parlate con i pescatori e godete del pescato del giorno da U’ Barone

Forse non tutti sanno che… è possibile adottare un blocco delle mura di Paestum e avere relativi benefici. Scoprite di più qui.

Attenzione a… i moscerini del parco archeologico! Noi siamo capitati in un weekend di ottobre particolarmente umido e ce n’erano tantissimi, forse anche troppi. Niente che un cappellino e degli occhiali da sole non possano risolvere!

Attenzione anche alle chiusure di questi tempi dovute ai vari dpcm. Prima di partire, controllate gli orari di apertura sul sito del Parco Archeologico (qui).

Budget: Matrimoniale a La Chora di Paestum: 60 euro (Booking); biglietto con ingresso al parco archeologico di Paestum, di Vaelia (a circa 30 minuti di macchina) e al museo con la tomba del Tuffatore:15 euro. A parte quelle per la benzina della macchina, che variano a seconda di dove partite, non abbiamo avuto altre spese se non quelle per il cibo. Complessivamente, il weekend è venuto sui 150 euro a testa.

Playlist: L’album Dancehall dei The Blaze. perfetto per i vari spostamenti in macchina. La mia canzone preferita dell’album é sulla mia playlist su Spotify, la trovate qui: The Smiling Wanderer travels

Coup de coeur: Decisamente La Chora di Paestum: per la pulizia delle camere, i prodotti offerti, la posizione strategica, il loro giardino incantevole e la loro colazione piena di dolci fatti in casa. Quello che vince davvero però, è la disponibilità dei proprietari: ci hanno dato consigli (validi) su dove andare, ci hanno ospitato sul loro lido al mare a 10 minuti di macchina dal B&B, sono stati flessibili sui nostri orari. Ciliegina sulla torta? Dimentico SEMPRE lo spazzolino da denti ed ogni volta è una ricerca al supermercato dove comprarlo (ditemi che non sono l’unica vi prego); questa volta non c’è stato bisogno perchè il signor Mauro mi ha ceduto quello, ancora incartato, che aveva comprato per lui. Ma quanto cuore?

Torno con… una bottiglia di vino della tenuta San Salvatore.

Indirizzi utili:

La Chora di Paestum. Google Maps. Booking.

La bottega del gusto. Google Maps.

Gin gin. Google Maps

Il tempio del panino. Google Maps

Azienda Agricola Il Tempio. Google Maps.

Azienda agricola Tenuta Vannulo. Google Maps.

Azienda agricola San Salvatore. Google Maps.

Azienda agricola Pippo Greco. Google Maps.

Le Gatte ristorante. Google Maps.

U’ Barone ristorante. Google Maps.

Parco Archeologico di Paestum. Google Maps.

Parco Archeologico di Velia. Google Maps.

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